Isylea

I Dryma

I NOMADI ORIGINARI DI ISYLEA

Si tratta di una popolazione nomade di umani che vivono sparpagliati su un territorio molto vasto a nord-est di Isylea, suddivisi in tribù, composte da nuclei familiari che vanno in numero dalla dozzina alla ventina di componenti. A differenza degli umani dell'est, giunti su Isylea tramite la via degli Dei guidati da Thaleron, questa etnia è più primitiva e vive su Isylea da tempo immemore.

Questo popolo ha vissuto per secoli ignorando l'esistenza delle civiltà che popolavano le regioni oltre la via degli Dei. I primi incontri avvennero con l'arrivo di Thaleron presso il lago della Speranza.

A seguito dei durissimi scontri avuti in passato con Thaleron ed i suoi uomini, i dryma si sono spinti verso le praterie settentrionali di Isylea, protette da estese foreste di conifere ed impervie catene montuose.

La forzata migrazione verso le poco ospitali terre del nord ha portato i dryma a doversi adattare ad un clima più rigido ed un ambiente più ostile.
Nonostante l'attuale distanza i rapporti tra queste due popolazioni sono rimasti ostili: i dryma non disdegnano di fare incursioni verso sud, al semplice scopo di saccheggiare o nell'arduo tentativo di riacquisire le terre che un tempo abitavano.

CARATTERISTICHE FISICHE

Rispetto agli altri ceppi di razza umana i dryma possiedono mediamente una corporatura massiccia dovuta ad un'ossatura più robusta; a causa di questa i tratti somatici sono più duri e marcati, conferendo loro una fisionomia caratteristica ben distinguibile.
Il colore degli occhi e quello dei capelli sono generalmente scuri, andando dal nero al castano, raramente s'incontrano toni più chiari. Anche la pelle appare scura, al di là della scarsa pulizia, date le loro abitudini di vita che li portano a passare lungo tempo all'aria aperta.

SOCIETÀ

I Dryma hanno una cultura tribale, in cui la scrittura è ridotta a pochi segni trascritti dagli sciamani sulle pelli di animali e da pitture corporee e rupestri. Non conoscono l'uso dei metalli, né il giogo del cavallo, non possiedono conoscenze architettoniche sviluppate.

Vivono in insediamenti di tende, raggruppati in grossi nuclei familiari mediamente composti da una decina o due di membri, sovente superano i trenta quando delle famiglie si fondono. Il comando di una tribù è detenuto dal suo sciamano più anziano o comunque dalla persona di maggior spicco nella comunità, distintasi per gesta o capacità.

RELIGIONE

Lo sciamanesimo contraddistingue profondamente i Dryma, rappresentando il centro di una vita dedita all'adorazione ed alla reciproca protezione con entità superiori definite "spiriti guida". Si tratta di uno sciamanesimo animista in senso assoluto: ogni cosa, anche non vivente, ha, secondo la loro credenza, uno spirito all'interno.

Tra tutti gli spiriti del mondo però ci sono degli spiriti maggiori, ognuno dei quali è legato ad una sorta di "enclave" sciamanica, a sua volta alla guida delle rispettive tribù. Ogni spirito ha natura, raffigurazione e caratteristiche diverse. Il suo "carattere" contraddistingue il carattere della tribù stessa. Tutte le tribù sono però confederate, anche se spesso le faide dei loro "spiriti guida" le metterebbero in contrasto le une con le altre.

Un dryma deve proteggere il proprio spirito guida al fine di essere da lui a sua volta protetto.
Secondo la cultura dryma, uno spirito guida mantiene un contatto col mondo finché ci saranno dryma a ricordarlo, acquisisce invece la forza di manifestarsi e di interagire col mondo terreno qualora ci siano dryma ad adorarlo.
Mantenendo questo contatto con gli spiriti guida, i dryma acquisiscono fiducia nelle loro possibilità ed invocano aiuto al momento di intraprendere un compito rischioso o protezione nel caso si sentano minacciati.

Ogni famiglia possiede un simulacro che simboleggia lo spirito guida della propria tribù e rappresenta il centro della vita religiosa; non a caso vengono sempre posizionati al centro dei loro insediamenti.

Questi simulacri sono solitamente statue raffiguranti forme particolari, spesso astratte o stilizzate, scolpite nel legno per avere una maggiore facilità di trasporto, giacché i dryma sono da sempre nomadi.

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