Isylea

Gli orchi

LE ORIGINI

Nella notte dei tempi Karden, l'Oscuro Signore, metà malvagia del Panderyan, generò gli orchi.
Forti e malvagi li fece, in antitesi agli umani figli della sua controparte luminosa: il Dio Vilmis. Tutti gli eventi che seguirono questa alba primordiale sono ormai dimenticati e nessun membro delle tribù ne tramanda la memoria.
Gli orchi erano i signori assoluti del continente orientale, le terre scure che si trovavano oltre la Via degli Dèi, un luogo che gli orchi chiamavano semplicemente Kardyan, che vuol dire "dominio di Karden".

LA STORIA ANTICA

Fu più di duemila anni prima della Rinascenza che gli umani invasero le terre dell'est, giungendo dalla terra occidentale di Isylea e violando i confini tra le due metà del Panderyan. Non i soli umani giunsero quali invasori: ben presto anche i nani del sottosuolo aprirono le porte orientali del loro regno oltre i confini un tempo fissati dagli Dèi e gli elfi apparvero nelle selve gelide dell'estremo nord, pronti a colpire i figli di Karden con le loro frecce e la loro stregoneria.

Dopo secoli sanguinosi di lotte e barbarie gli orchi vennero sterminati e confinati nelle vaste paludi di Koyran, tanto inospitali e malsane che solo essi potevano sopravvivervi.
Circa ottocento anni prima della Rinascenza, gli orchi riunirono tutte le loro bande in un'orda tanto feroce ed agguerrita da marciare contro gli umani, lasciando le paludi.
Il re Smadgul, uno tra i capi più grandi e malvagi che la tradizione delle tribù ricordi (si dice che visse più di tre secoli e mezzo crescendo fino ai tre metri d'altezza), li guidò contro gli umani della valle di Kurom. Dopo una violenta e gloriosa marcia gli umani, armati con ferro ed acciaio nanico, accerchiarono però l'orda del re orco e lo trucidarono insieme ai suoi guerrieri.
Da allora gli orchi non si chinarono più tutti di fronte ad un unico re, almeno fino al tempo di Kormyon, che venne però venerato più come Dio in terra che come sovrano tra i suoi sudditi.
Gli orchi rimasero nascosti nelle paludi, indeboliti e sconfitti, per secoli. Il potere di Smadgul si divise tra le molte tribù e solo una casta di sacerdoti di Karden mantenne una parvenza di legge ed ordine nei loro territori.
I sacerdoti, cercando di riportare la forza di Smadgul nelle nuove generazioni, creando un campione di Karden di nuovo temuto e rispettato da tutti gli orchi, li spinsero ad una ferrea selezione naturale, affermando che solo i più grandi ed i più forti avessero il diritto di generare una prole degna di Karden. Tale selezione spingeva i capi più grossi e violenti ad avere centinaia di figli, escludendo gli esemplari più deboli dalla procreazione.
La medesima filosofia si estese al concetto che tutte le creature ritenute inferiori o di stirpe impura fossero destinate a soccombere dopo aver servito i forti. Ogni essere ritenuto inferiore che viveva nelle vaste paludi di Koyran, tra cui i viscidi goblin degli acquitrini, venne schiavizzato ed utilizzato come forza lavoro servile dai crudeli capi-stirpe degli orchi.
Questa rigida selezione non produsse però i risultati aspettati. Gli orchi più grossi e violenti che nascevano attraverso tali riti di accoppiamento perdevano via via il lume della ragione. Karden li aveva fatti ad immagine degli uomini, perfezionandoli donando a loro il suo potere oscuro, ma raffinando sempre più il loro sangue gli orchi producevano una progenie che non manteneva alcun raziocinio: orchi giganteschi e brutali, sicuramente, ma incapaci di apprendere anche i rudimenti del linguaggio o una qualsiasi arte o costume. Questi mostri colossali, gli ogre, vennero quindi schiavizzati a loro volta, dato che era impensabile seguire simili bestie o riconoscerli come capi, e i capi-stirpe li impiegarono esclusivamente come forza d'urto in battaglia o come schiavi per i lavori più duri e degradanti.

LA RINASCENZA

Fu in questo periodo di crisi che giunse il tempo della Rinascenza e la profezia camminò sul mondo come i sacerdoti di Karden avevano predetto.
Era il momento della rivincita per la stirpe degli orchi. Le paludi di Koyran infatti erano sempre state custodi di un antico segreto: un'aura malefica le avvolgeva, dovuta al loro cuore nero nel quale albergava una potente entità sopita.
Kormyon, il signore dell'omicidio, si risvegliò in quello che divenne l'anno 1 della Rinascenza.
Nessun antico capo era mai stato all'altezza di Kormyon; egli era infatti un demone antico, sepolto per ere nel fango di Koyran. Aveva servito Karden in epoche ormai perdute, ma a differenza degli altri spiriti a lui simili era rimasto fedele alla legge dell'Oscuro Signore e per questo non venne sprofondato negli inferi, bensì vincolato nel sottosuolo con la promessa di un tempo in cui sarebbe tornato libero nel mondo dei mortali. Una promessa di potere e dominio che si era fatta profezia, una profezia che si fece Rinascenza.

L'influenza di Kormyon cambiò rapidamente gli orchi. I sacerdoti diffusero il culto della Triade, il culto in cui Karden era signore, ma Kormyon e Akmal i suoi discepoli diretti. Inoltre il Signore dell'Omicidio insegnò agli orchi i segreti della metallurgia ed organizzò una potente armata che avrebbe spazzato via elfi, nani ed umani dalla faccia del mondo.
L'orda degli orchi si mise in marcia inizialmente verso nord, andando a stanare gli elfi nei loro gelidi boschi. Il potere della Triade li difendeva dalle loro magie e le nuove armi e corazze fendevano facilmente le loro deboli membra. Nel giro di pochi anni gli elfi vennero uccisi a migliaia e i superstiti scomparvero nel nulla, insieme ai loro boschi dati alle fiamme ed abbattuti, lasciando definitivamente il mondo.

Nell'anno decimo della Rinascenza fu la volta dei nani. Per quanta resistenza potessero opporre, la muraglia che li difendeva risultava troppo grande per essere protetta in ogni punto. Ci volle quasi mezzo secolo per aprire una breccia nella possente costruzione, ma quando le porte orientali caddero (59 dopo la Rinascenza), gli orchi dilagarono nel loro regno sotterraneo. I deboli nani vennero stanati nelle grotte, e massacrati a migliaia, ma riuscirono a sopravvivere grazie alla scarsa adattabilità degli orchi a quelle caverne buie.
Fu così che, nel secolo a venire, i sacerdoti della Triade applicarono le loro arti ai guerrieri mandati a combattere nel sottosuolo. Generazione dopo generazione questi orchi impararono a vedere nell'oscurità, a sopravvivere senza alcuna luce nelle grotte fredde e divennero scuri come l'ambiente nel quale dovevano mimetizzarsi per riuscire a sorprendere i nani nei loro buchi. Fu solo grazie ai Golem, enormi costrutti che si ersero a difesa delle mura orientali della città sotterranea, che questi ultimi si salvarono da un genocidio totale.

Nell'anno 66 dopo la Rinascenza, mentre nel sottosuolo la guerra s'inaspriva sempre più, i generali di Kormyon si mossero in superficie alla volta delle terre degli uomini. Gli imperi di Kurom e di Beryl, indeboliti da un lungo conflitto interno, non opposero la solita resistenza, ed i loro castelli caddero uno ad uno.
Mentre l'Impero delle valli e quello delle coste venivano definitivamente distrutti, i sacerdoti di Vilmis riorganizzano il loro culto e collaborano all'alleanza tra Asterat e Talessar. Scavando miglia e miglia di trincee, fortificarono ogni città, spesero ogni loro risorsa.
Gli orchi, apparentemente respinti dai confini degli umani, strinsero invece ad opera di Kormyon altre preziose alleanze. Altre potenti entità scelsero di schierarsi dalla parte dell'Oscuro Signore nella guerra che sarebbe giunta. I warg, oscuri spiriti-lupo che popolavano i boschi aridi e le paludi del nord-ovest, scesero per unirsi alle loro armate, mentre i malefici di Akmal portavano pestilenza e carestia nelle file avversarie, infiacchite dal lungo assedio.

Nell'anno 138 dalla Rinascenza, gli orchi sferrarono un'offensiva inarrestabile. Le terre degli uomini vennero invase e devastate, un genocidio sistematico causò centinaia di migliaia di vittime, portando il popolo degli uomini sulla soglia dell'estinzione.
Fu allora che il generale Thaleron, appoggiato dai sacerdoti del dio Vilmis, condusse una flotta di circa diecimila superstiti oltre mare, verso le terre di Isylea, interdette ai figli di Karden.
La rabbia di Kormyon, certo che la sopravvivenza della razza umana avrebbe permesso con il tempo ad un potente nemico di crescere e rafforzarsi, fu inarrestabile. Il demone decise di muoversi personalmente per inseguire Thaleron, violando il confine tra le due metà del Panderyan, ed oltrepassando la Via degli Dèi.
La sua presenza empia però non venne tollerata dal potere dominante in quelle lande. Appena il suo piede oltrepassò il confine, allontanandosi dalla presenza di Karden e violando ogni legge divina, il demonio sprofondò sotto terra e venne imprigionato in un pentacolo dal potere divino cui aveva cercato di opporsi.
Questo nell'anno 139esimo, che mise fine al tempo della Rinascenza.

ISYLEA

Gli orchi rimasero signori di tutto il continente orientale, la landa che anticamente chiamavano Kardyan; ma gli umani erano sopravvissuti.
Per centinaia di miglia gli orchi scavarono quindi sbarramenti e trincee, cercando di rendere il confine inattraversabile dalle continue spedizioni che, da Thaleron in poi, provarono di nuovo a penetrare nelle terre dominate dal lato oscuro del Panderyan.
Quanto agli orchi, avvicinarsi ad Isylea portava all'indebolimento della parte oscura in essi contenuta: un'atroce sofferenza, che culminava in una morte ineluttabile, colpiva quelli che tra loro provarono a mettere piede nelle terre dell'ovest.

Questo continuò fino all'anno 328, quando uno dei sacerdoti, ispirato forse da Karden stesso, al confine tra Koyran e Isylea rinvenne una sfera grigia che sembrava essere un'emanazione dell'Oscuro Signore in persona. Un certo numero di orchi, nelle vicinanze della sfera, risultava immune all'energia di Vilmis in Isylea e poteva marciare contro gli odiati umani, dato che il suo potere li rafforzava e difendeva.
Gli orchi assediarono quindi Nirs, la più orientale delle fortezze umane, ma vennero respinti, e i loro generali decisero di provvedere all'esplorazione ed alla mappatura del continente, nascondendo la sfera nel luogo più propizio per sferrare un attacco decisivo al regno umano superstite noto come Khenam.
In sei anni le trame dei tre più ambiziosi generali orcheschi: Gridush, Bejakra e Zamarkos, riuscirono a portare ad una precaria alleanza con i selvaggi Dryma, anch'essi nemici dei figli di Vilmis e Veitien, ed organizzare un attacco che fosse decisivo.
La sfera grigia, nascosta nel sottosuolo attraverso vie segrete note agli orchi scuri loro fratelli, contaminava gli umani nelle vicinanze con un repellente morbo simile alla lebbra.
L'attacco che venne sferrato nell'anno 336 dopo la Rinascenza condusse rapidamente gli orchi e i Dryma ad espugnare Nirs, aprendo la strada verso Khenam. Solo per un soffio il sanguinoso assedio della capitale umana non terminò con la caduta e la distruzione totale della razza umana, principalmente grazie all'intervento di alcuni Dryma che preferirono combattere gli orchi piuttosto che distruggere definitivamente gli uomini. I tre ambiziosi generali trovarono la morte e le forze orchesche di Isylea si dispersero.

Guidati da oscure visioni, i sacerdoti di Vilmis trovarono la prigione di Kormyon e questi li guidò verso il luogo in cui la sfera era ancora nascosta, e verso le armi benedette che erano in grado di danneggiarla.
Il piano oscuro di Kormyon stava ormai giungendo al suo compimento. La sfera, un'emanazione di Karden sopravvissuta alle guerre primordiali contro Vilmis, rientrava fin dall'inizio nella sua strategia. Il demone, stanco della prigionia, era ormai cresciuto nel rancore verso il potere di entrambe le metà del Panderyan.
I sacerdoti di Vilmis appresero da lui il modo in cui distruggere il potere di Karden in Isylea. Distruggere l'emanazione di Karden era possibile però solo ad un'entità divina, questo Kormyon lo sapeva bene, e spingerli a concentrare il potere di Vilmis sulla sfera avrebbe indebolito entrambe le metà del Panderyan per un istante, permettendo al demone di spezzare il pentacolo ed emergere dalla terra con un rombo simile al tuono ed un terremoto che scosse l'intero continente.

Gli orchi, ormai dispersi e privi della protezione della sfera, si ritirarono oltre la Via degli Dèi. Quelli tra loro che avevano combattuto in Isylea ed erano morti gridando il nome di Kormyon però vennero riportati in vita dalla stregoneria del demone. Il potente incantesimo della resurrezione era stato lanciato su Isylea per riequilibrare le due metà del Panderyan dopo la Rinascenza, e Kormyon, che di tale squilibrio era stato a suo tempo l'artefice, ne invocò il potere così come i patroni delle altre stirpi mortali avevano fatto, donando la resurrezione a coloro tra gli orchi che avessero abbandonato Karden, votandosi soltanto a lui.
La Seconda Rinascenza era iniziata.

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