Isylea

Origini e Storia

LE ORIGINI

I Sidhe erano spiriti incorporei, menti senza corpo che risiedevano in un altro piano d'esistenza, fuori dal mondo materiale di Isylea e dal Panderyan.
Il trascorrere degli Eoni aveva tuttavia lentamente prosciugato ogni energia del loro mondo d'origine, che divenne di un infinito vuoto cosmico.

Non è ben noto come i Sidhe giunsero in contatto con il piano dimensionale di Isylea. Sembra che diverse migliaia di anni fa un'antica razza di mortali, forzando l'equilibrio del cosmo, riuscì a contattare il loro universo per accedere alla loro conoscenza. Attraverso questo varco tra i due mondi i Sidhe iniziarono un processo di trasmigrazione, per raggiungere il piano materiale di Isylea. Qui però la loro stessa natura divina non era compatibile con le leggi cosmiche del nuovo universo ed un rapido processo di decadimento li afflisse, iniziando come a 'congelare' il loro fàna.
Fu allora che il più antico e potente dei Sidhe, Ashandel, fece un patto con Seleia, la divina entità che dominava le forze naturali del nuovo mondo. In cambio del loro impegno a rinunciare alla loro essenza divina, accettando di divenire semplici creature di carne e sangue, che come tutte le altre entità del mondo fossero soggette all'ordine naturale del mondo la Dèa li accettò in Isylea e gli donò un nuovo corpo, una gabbia di carne a cui legare il loro fàna, diventando elfi.

Ashandel fu l'unico dei Sidhe che mantenne il suo potere e la sua natura divina, e mantenne a lungo stretti contatti sia con gli Antichi, abitanti mortali di Isylea, che con le supreme entità divine agenti in questo nuovo mondo.
Poiché il fàna aveva bisogno di essere nutrito di energie spirituali, così come il corpo di carne di energie fisiche e naturali, Ashandel condusse gli elfi in Annwyn, la loro dimora celeste.
Annwyn era un semi-piano apparentemente sospeso nel cosmo, ad una distanza immane da Isylea, ma raggiungibile piegando lo spazio ed il tempo attraverso dei portali simili a quelli che avevano consentito agli originali Sidhe di varcare i confini del cosmo. La natura di Annwyn era pienamente comprensibile solo da un Sidhe e forse da un Herth, e molti ritennero fosse essa un'emanazione diretta di Ashandel medesimo.
Il vuoto intorno ad Annwyn è sostanzialmente privo di vita e di materia, unica eccezione sono i Roc, creature dalle sembianze di grandi volatili in grado di attraversare il vuoto con le loro ali. I Roc hanno carattere docile ed indole benevola e di tanto in tanto, notando lo splendore della 'Stella degli Elfi' vi approdano, riposandosi sui suoi terrazzi e le sue guglie cristalline. Alcuni elfi sono riusciti a fare amicizia con alcuni Roc, utilizzandoli come cavalcature. Sebbene un elfo non sia in grado di utilizzarli per varcare il vuoto cosmico, dove morirebbe, risultano utili nelle loro esplorazioni del mondo materiale, se trasportati attraverso i portali.

Il corpo che Seleia aveva donato agli elfi non gli permetteva infatti di rimanere racchiusi in Annwyn: essi erano costretti ad alimentarlo con le energie naturali e materiali del mondo fisico, esplorando le zone remote del mondo materiale ed estraendo la quintessenza dei materiali più nobili, e della stessa energia organica del mondo, attraverso una sorta di 'canzone del fàna' in grado di plasmare il mondo fisico con il proprio influsso spirituale.
Molti mortali, incontrando questi esseri sfuggevoli e misteriosi che spesso erravano per le selve e le zone ricche di risorse naturali, ma vedendoli altresì sparire nel nulla senza possedere reali accampamenti o città, supposero spesso che si trattasse di spiriti ed entità fatate, solitamente troppo lontane dalla natura mortale.

LA STORIA

Il rapporto tra gli elfi e le entità supreme di Isylea si incrinò con le tremende guerre che misero fine all'Era Antica, i rapporti tra gli elfi e taluni eminenti Antichi li coprirono dei sospetti ed essi furono a loro volta sottoposti ad un bando che significò, sostanzialmente, sigillare i portali segreti che gli permettevano di accedere ad Isylea e crearne altri tra le selvagge terre orientali e Annwyn.
Qui però la vita per gli elfi fu molto più dura: furono costretti a nascondersi nelle selve gelide del nord, con rarissimi rapporti con gli umani ed i nani del sud, e costantemente minacciati dalla malvagia presenza della parte oscura del Panderyan, l'entità divina suprema di quella zona del piano materiale, che avvolgeva con la sua egemonia quelle lande.
Tra gli orchi e gli elfi l'ostilità fu immediata ed assoluta: gli orchi, orrida distorsione delle leggi di natura cui essi erano volontariamente entrati in comunione, erano non solo una negazione della natura, ma anche una negazione dello spirito, in quanto in loro non vi era un vero fàna, ma la loro anima era semplicemente un'emanazione del Signore Oscuro, la cui mano li muoveva come involucri vuoti privi di reale libero arbitrio.
All'inizio delle Guerre degli Orchi gli elfi furono le prime vittime dell'espansione di quegli esseri terribili. Minori di numero, fiaccati dal fuoco e dalla violenza brutale di quelle creature, scovati dal fiuto di malvagie creature simili a lupi loro alleate, furono stanati e massacrati a migliaia, mentre tutti i portali che venivano a poco a poco scoperti vennero distrutti per diretta intercessione degli spiriti oscuri che si nascondevano alle spalle della brutale orda orchesca e la proteggevano dalla magia elfica.
Gli Herth parlarono quindi agli elfi, e compresero che altro non si poteva fare se non abbandonare il mondo materiale, nascondendosi in Annwyn. Qui però la vita dei corpi mortali degli elfi non poteva essere sostenuta, non essendovi energia vitale, ed ancora vigeva un bando da parte dell'altra metà del Panderyan su tutte le terre del continente di Isylea. In cambio Seleia fece pervenire, attraverso un giovane elfo di cuore puro, uno strano seme ai Nolequendi, i più antichi e saggi spiriti del loro popolo.
I Nolequendi compresero che una grande promessa era celata in quel seme, che esso avrebbe potuto crescere anche in Annwyn e avrebbe rappresentato la base per un nuovo patto con la Dèa.
Finché il seme non fosse divenuto un albero, antico e potente, in grado di rigenerare il fàna degli elfi superstiti, essi avrebbero dovuto attendere. Fu così che l'Andalore li avvolse, il lungo sonno senza sogni che avrebbe preservato il loro corpo finché essi non fossero potuti tornare a camminare nel mondo.

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